Writing by ilgattodelvicino on Monday, 12 of May , 2008 at 5:20 pm
1 - Quando pensi di aver toccato il fondo scopri che i margini di peggioramento sono pressoché infiniti.
2 - Tutti discutono delle reazioni alle affermazioni di Travaglio ma nessuno sente il bisogno di aprrofondire o smentire le affermazioni (evidentemente i rapporti Mafia e Stato non sono di interesse pubblico).
3 - Consola vedere che c’è un abisso tra ciò che pensa la maggior parte di giornalisti e politici e ciò che pensa la gente comune.
4 - Il PD fa di tutto, ma proprio di tutto, per consolare il proprio elettorato: “oh belli, e non v’intristite che il centro-destra ha vinto l’elezioni, che tanto se non ve beccavate il Gasparri ve toccava la Finocchiaro che dice le stesse cose, ma proprio le stesse”.
Writing by ilgattodelvicino on Sunday, 11 of May , 2008 at 7:53 pm
…leggendo le reazioni da destra e da sinistra alla semplice cronaca fatta da Marco Travaglio.
E forse maggiore ancora è la vergogna di sapere Anna Finocchiaro capogruppo al senato del partito che hai votato alle ultime elezioni.
Writing by ilgattodelvicino on Saturday, 10 of May , 2008 at 11:58 am
Sono passati 30 anni.
“Era la notte buia dello Stato Italiano, quella del nove maggio settantotto..
La notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro, l’alba dei funerali di uno stato..”
Quello stesso giorno veniva ucciso a mille chilometri di distanza Peppino Impastato. Attivista antimafioso aveva fondato a Terrasini e autofinanziava Radio Aut, dai cui microfoni conduceva “Onda Pazza a Mafiopoli”, programma satirico che metteva in ridicolo i mafiosi denunciandone i traffici. Vi rendete conto? Mettere pubblicamente alla berlina i mafiosi nell’epicentro della mafia. Tale folle coraggio altro premio che la morte non poteva ricevere.
Questo post è in memoria di Peppino Impastato.
I cento passi è una canzone dei Modena City Ramblers dedicata a Peppino.
Writing by ilgattodelvicino on Thursday, 8 of May , 2008 at 6:04 pm
Sui “culattoni”:
« La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni… Qua rischiamo di diventare un popolo di ricchioni. »
« Pacs e porcherie varie hanno come base l’arido sesso e queste assurde pretese di privilegi da parte dei culattoni… »
« Se non si fosse ancora capito essere culattoni è un peccato capitale e chi vota una legge a favore dei Di.Co. finirà nelle fiamme del più profondo dell´Inferno »
« È una vittoria dell’identità italiana, di una squadra che ha schierato lombardi, napoletani, veneti e calabresi e che ha battuto una squadra, la Francia, che, per ottenere dei risultati, ha sacrificato la sua identità schierando negri, musulmani e comunisti. »
Sugli immigrati:
« Che tornino nel deserto a parlare con i cammelli o nella giungla con le scimmie, ma a casa nostra si fa come si dice a casa nostra! »
« Dare il voto agli extracomunitari, non mi sembra il caso, un paese civile non può fare votare dei bingo-bongo che fino a qualche anno fa stavano ancora sugli alberi, dai »
Su Bruxelles:
« Andremo a Bruxelles noi padani, porteremo un po’ di saggezza della croce a quel popolo di pedofili! »
Writing by ilgattodelvicino on Sunday, 4 of May , 2008 at 2:32 am
Ebbene sì, è proprio così. Non resisto ai sondaggi.
E il sondaggio del momento è ovviamente: “Visco ha fatto bene o ha fatto male a pubblicare la dichiarazione dei redditi dell’Italia intera su Internet?” Dubbio amletico di certo. O meglio dubbio giornalistico dato che il sondaggio in questione è stato pubblicato in tutte le salse da tutte le maggiori testate nazionali.
E io per l’occasione mi son preso la briga di confrontare i risultati di 5 dei maggiori quotidiani nazionali: La Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa, Il Giornale e Il Sole 24 Ore.
Dato che le 5 testate svolgono i sondaggi direttamente online tra i propri lettori (e non con sondaggi telefonici a campione tra la popolazione come si fa nei sondaggi veri) mi aspetto di avere dei risultati profondamente influenzati dal tipo di pubblico del giornale stesso.
La Repubblica, tendenzialmente di sinistra, tendenzialmente filo-prodiana, non ha preso una posizione precisa al riguardo anche se si può intuire una certa “simpatia” nei confronti dell’operazione.
A favore: 68%
Contrari: 30%
Il Corriere della Sera: giornale “trasversale”, ha preso una posizione critica nei confronti dell’operazione.
A favore: 55.2%
Contrari: 44.8%
La Stampa: come per Il Corriere giornale “trasversale”, ha preso una posizione critica nei confronti dell’operazione:
A favore: 67%
Contrari: 32%
Il Giornale: decisamente di destra, decisamente filo-berlusconiano, decisamente critico nei confronti dell’operazione:
A favore: 37%
Contrari: 63%
Il Sole 24 Ore: il giornale di Confindustria, ha preso una posizione critica nei confronti dell’operazione (ha nel frattempo coerentemente pubblicato l’elenco dei 300 più ricchi città per città e dettagliate istruzioni per il download dai sistemi p2p).
A favore: 59%
Contrari: 41%
Questi erano i dati. Si nota innanzitutto che tutti i sondaggi sono fortemente a favore fuorché quello de Il Giornale che è invece decisamente contrario. Difficile sostenere che vari editoriali abbiano avuto influenza sui rispettivi sondaggi, altrimenti non si spiegherebbero i risultati della Stampa, del Sole 24 Ore e del Corriere della Sera che han tutti tenuto, chi più chi meno, un atteggiamento critico nei confronti dell’operazione a dispetto dell’opinione espressa dei lettori che si sono invece mostrati favorevoli. Anche la divisione tradizionale destra e sinistra sembra avere avuto poco effetto perché di certo non si può dire che il Sole 24 Ore sia giornale di sinistra. L’unica cosa che si può dedurre alla fine è lapalissiana: per qualche motivo il lettore tipo de Il giornale si discosta dal lettore tipo di quotidiani.
Ulteriori deduzioni non pervenute.
Writing by ilgattodelvicino on Saturday, 3 of May , 2008 at 12:48 pm
E’ simpatico accedere al proprio conto online un Venerdì pomeriggio come tanti e accorgersi che qualcuno ha prelevato 2600 Euro con la tua carta di credito e che questo qualcuno non eri tu (la versione alternativa è che sotto effetti di potenti stupefacenti abbia preso un aereo per l’Indonesia, abbia comprato un paio di televisori al plasma, li abbia buttati a mare e poi sia ritornato in Irlanda dimenticandomi di tutto). Ebbene sì, sìore e sìori mi hanno di nuovo clonato la carta di credito!! Fortunatamente lo stesso giorno mi si è pure sPaccato un dente, o forse avrei dovuto dire sTaccato dato che quel che ne rimasto è rotolato trullo trullo nel lavandino. Una vera fortuna, così al posto di grattarsi il cervello imprecando contro il furto subito ci si può mettere subito il cuore in pace sapendo come investire i soldi che un giorno, forse, dopo mille pratiche la banca ti restituirà: in un bel dente nuovo.
Già lo sento, sarà un grande weekend!!
Writing by ilgattodelvicino on Tuesday, 29 of April , 2008 at 8:53 pm
Sarebbe proprio ora di mettersi in testa che Google è semplicemente un’azienda come tante che fa il proprio business e che il “Don’t be evil” non è che un motto commerciale. Né più né meno.
Writing by ilgattodelvicino on Thursday, 24 of April , 2008 at 7:44 pm
Sembra che l’impennata del prezzo del riso non debba proprio arrestarsi e c’è chi sta iniziando a puntare il dito contro le coltivazioni per produrre biodiesel. La domanda è semplice nella sua brutalità: stiamo affamando il terzo mondo per lasciare spazio alle “coltivazioni di carburante” per i “ricchi” della terra?
Non si tratta di fantascienza tant’è che al Parlamento Europeo se ne sta discutendo animatamente proprio in questi giorni.
Intanto tiriamo fuori dal cassetto quel che disse un vecchio dittatore più di un anno fa, che anche se sembra impossibile pure i dittatori a volte han ragione.
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“Più di tre miliardi di persone nel mondo condannate ad una morte prematura”
Non si tratta di una cifra esagerata ma, semmai, prudente. Ho meditato molto su questo dopo la riunione tra il presidente Bush e i fabbricanti nordamericani d’automobili.
Lunedì 26 marzo la sinistra idea di trasformare gli alimenti in combustibile è stata definitivamente fissata come linea economica della politica estera statunitense.
Il testo di un dispaccio della AP, agenzia di stampa nordamericana che arriva in ogni angolo del mondo, recita:
“WASHINGTON, 26 marzo (AP). Il presidente George W. Bush ha elogiato lunedì i vantaggi delle automobili funzionanti con etanolo e biodiesel, durante una riunione con i fabbricanti di veicoli in cui ha cercato di dare impulso ai suoi piani di combustibili alternativi.
“Bush ha detto che un impegno dei leaders dell’industria automobilistica nazionale per duplicare la produzione di veicoli a combustibile alternativo aiuterebbe a far sì che gli automobilisti abbandonino i motori funzionanti a benzina, riducendo la dipendenza del paese dal petrolio d’importazione.
“’È un grande progresso tecnologico per il paese’, ha detto Bush dopo aver ispezionato tre veicoli a combustibile alternativo. Se la nazione vuole ridurre il consumo di benzina, il consumatore deve avere la possibilità di prendere una decisione razionale.
“Il Presidente ha sollecitato il Congresso ad avanzare rapidamente nell’introduzione di una legislazione proposta recentemente dal Governo per ordinare l’uso di 132 miliardi di litri (35 miliardi di galloni) di combustibile alternativi per il 2017 e per imporre parametri più esigenti di consumo del combustibile nelle automobili.
“Bush si è riunito con il presidente del consiglio e direttore generale della General Motors Corp., Rich Wagoner; con il direttore generale di Ford Motor Co., Alan Mulally e con il direttore generale del gruppo Chrysler di Daimler Chrysler AG, Tom LaSorda.
“I partecipanti all’incontro hanno discusso misure atte a sostenere la produzione di veicoli a combustibile alternativo, dei tentativi per sviluppare l’etanolo a partire da fonti come l’erba e la segatura e una proposta per ridurre del 20% in dieci anni il consumo di benzina.
“Gli incontri si sono svolti in un momento in cui il prezzo della benzina è in aumento. Lo studio più recente dell’organizzazione Lundberg Survey segnala che il prezzo medio nazionale della benzina è aumentato di 6 centesimi per gallone (3,78 litri) nelle ultime due settimane, arrivando a 2,61 dollari”.
Penso che ridurre e riciclare tutti i motori che consumano elettricità e combustibile sia una necessità elementare e urgente di tutta l’umanità. La tragedia non consiste nel ridurre questi costi energetici, ma nell’idea di trasformare gli alimenti in combustibile.
Oggi si sa con precisione che una tonnellata di mais può produrre in media soltanto 413 litri di etanolo, equivalenti a 109 galloni.
Il prezzo medio del mais nei porti degli Stati Uniti è di 167 dollari la tonnellata. Sono pertanto necessari 320 milioni di tonnellate di mais per produrre 35 miliardi di galloni di etanolo.
Il raccolto del mais negli USA nel 2005, secondo i dati della FAO, è arrivato a 280,2 milioni di tonnellate.
Anche se il Presidente parla di produrre combustibile a partire dall’erba o dai trucioli del legno, chiunque capisce che si tratta di frasi assolutamente irrealistiche. Ripeto: 35 miliardi di galloni significano un 35 seguito da nove zeri!
Seguiranno poi dei begli esempi di ciò che conseguono gli sperimentati e ben organizzati agricoltori degli Stati Uniti rispetto alla produttività di ogni uomo ed ogni ettaro: il mais trasformato in etanolo; i residui di questo mais trasformati in mangime per gli animali con il 26% di proteine; gli escrementi del bestiame utilizzati come materia prima per la produzione di gas. Ma questo, dopo ingenti investimenti, è alla portata solamente delle imprese più poderose, dove tutto deve ruotare attorno al consumo d’elettricità e combustibile.
Applicate questa ricetta ai paesi del Terzo Mondo e vedrete quante persone non consumeranno più mais tra le masse affamate del nostro pianeta. O peggio: concedete ai paesi poveri prestiti per finanziare la produzione di etanolo dal mais o da qualsiasi altro tipo di alimento e non rimarrà in piedi nemmeno un albero per difendere l’umanità dal cambiamento climatico.
Altri paesi della parte ricca del mondo hanno programmato di usare non solo mais, ma anche grano, semi di girasole, di colza ed altri alimenti per la produzione di combustibile. Per gli europei, per esempio, sarebbe redditizio importare tutta la soya del mondo allo scopo di ridurre il consumo di combustibile delle loro automobili ed alimentare i loro animali con i residui della detta leguminosa, particolarmente ricca di tutti i tipi di aminoacidi essenziali.
Gli alcool venivano elaborati a Cuba come sottoprodotto dell’industria zuccheriera, dopo aver praticato tre estrazioni di zucchero al succo della canna. Il cambiamento climatico sta già danneggiando la nostra produzione di zucchero. Grandi siccità si alternano con piogge record, che appena permettono di produrre zucchero per cento giorni, con rese adeguate nei mesi del nostro assai moderato inverno e così manca zucchero per ogni tonnellata di canna o manca canna per ogni ettaro, a causa della prolungata siccità nei mesi di semina e coltivazione.
In Venezuela userebbero l’alcool non per l’esportazione, ma per migliorare l’impatto ambientale del loro combustibile. A prescindere dall’eccellente tecnologia brasiliana per produrre alcool, a Cuba l’impiego della detta tecnologia per la produzione diretta di alcool a partire dal succo della canna è soltanto un sogno o una stravaganza di coloro che si fanno illusioni su quest’idea. Nel nostro paese, le terre dedicate alla produzione diretta di alcool possono essere molto più utili nella produzione di alimenti per il popolo e nella protezione dell’ambiente.
Tutti i paesi del mondo, ricchi e poveri, senza eccezione alcuna, potrebbero risparmiare miliardi di dollari in investimenti e combustibile semplicemente sostituendo tutte le lampadine incandescenti con lampadine fluorescenti, cosa che Cuba ha fatto in tutti i focolari domestici del paese. Ciò rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per resistere al cambiamento climatico senza provocare la morte per fame delle masse povere del mondo.
Come si può vedere, non uso aggettivi per qualificare il sistema ed i padroni del mondo. Questo lo sanno fare in modo eccellente gli esperti in informazione, scienze socio-economiche e politiche onesti che nel mondo abbondano e che studiano costantemente il presente ed il futuro della nostra specie. Sono sufficienti un computer e le sempre più numerose reti Internet.
Oggi ci troviamo di fronte per la prima volta ad un’economia veramente globalizzata e ad una potenza dominante nel terreno economico, politico e militare, che non assomiglia in niente alla Roma degli imperatori.
Qualcuno si chiederà perchè parlo di fame e sete. Rispondo: non si tratta dell’altra faccia di una moneta, ma di varie facce di un altro oggetto, come può essere un dado a sei facce, o un poliedro con molte più facce.
Mi avvalgo in questo caso di un’agenzia ufficiale di notizie, fondata nel 1945 e generalmente ben informata sui problemi economici e sociali del mondo: la TELAM. Cito testualmente:
“Circa due miliardi di persone, da qui a 18 anni, abiteranno in paesi e regioni dove l’acqua sarà un lontano ricordo. Due terzi della popolazione mondiale potrebbero vivere in luoghi dove questa scarsità potrebbe produrre tensioni sociali ed economiche di una tale portata da provocare guerre per il prezioso ‘oro azzurro.
“Negli ultimi 100 anni l’uso dell’acqua è aumentato ad un ritmo due volte superiore al tasso di crescita della popolazione.
“Secondo le statistiche del Consiglio Mondiale dell’Acqua (WWC è la sigla in inglese), si stima che nel 2015 il numero di abitanti colpiti da questa grave situazione aumenterà fino a raggiungere i 3 miliardi e 500 milioni di persone.
“L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha celebrato il 23 marzo la Giornata Mondiale dell’Acqua, chiamando ad affrontare da quello stesso giorno la scarsità mondiale del prezioso liquido, con il coordinamento dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Agricoltura e l’Alimentazione (FAO), con l’obiettivo di sottolineare la crescente importanza della mancanza d’acqua a livello mondiale e la necessità di una maggior integrazione e cooperazione, che permettano di garantire una gestione efficiente delle risorse idriche.
“Molte regioni del pianeta stanno soffrendo una grave scarsità d’acqua e vivono con meno di 500 metri cubici per persona all’anno. Sono sempre di più le regioni che soffrono della cronica mancanza del vitale elemento.
“Le principali conseguenze della scarsità dell’acqua sono la sua insufficiente quantità per la produzione di alimenti, l’impossibilità dello sviluppo industriale, urbano e turistico ed i problemi di salute”.
Fin qui il dispaccio della TELAM.
Non menzionerò in quest’occasione altri importanti fatti, come i ghiacci che si sciolgono in Groenlandia e nell’Antartide, i danni alla fascia dell’ozono e la crescente quantità di mercurio in molte specie di pesci che vengono consumati abitualmente.
Esisterebbero altri temi da affrontare, ma con queste righe ho voluto soltanto fare un commento sulla riunione del presidente Bush con i principali dirigenti delle compagnie automobilistiche nordamericane.